Assicurazioni Auto e Moto Storiche 2026: come funziona la nuova polizza a “rischio statico”
- Mostra Scambio

- 3 giorni fa
- Tempo di lettura: 2 min
Se nel tuo garage custodisci un’auto d’epoca o una moto classica, il 2026 porta con sé una vera e propria rivoluzione burocratica. Il mondo delle polizze per i veicoli storici è cambiato radicalmente, introducendo una novità che promette di alleggerire i costi per i collezionisti, ma che impone anche regole molto più rigide rispetto al passato.
Addio alla vecchia e tradizionale RC Auto per i mezzi da collezione: entra in gioco la formula basata sul "rischio statico". Scopriamo insieme cosa cambia, quali sono i vantaggi e cosa devi fare per non farti trovare impreparato.
Che cos'è la polizza a "Rischio Statico" ?
Fino a ieri, anche un veicolo fermo in garage da anni per puro collezionismo richiedeva una copertura assicurativa standard per la responsabilità civile. La grande novità del 2026 risiede nella rimodulazione delle tariffe per i veicoli storici, che ora possono accedere a formule strutturate sul concetto di rischio statico e movimentazione limitata.
In poche parole: le compagnie assicurative riconoscono che un mezzo d'epoca non circola quotidianamente nel traffico cittadino. Di conseguenza, il premio viene calcolato sul presupposto che il veicolo passi la maggior parte del tempo custodito in un luogo sicuro, abbattendo drasticamente i costi di gestione annui.
Il nuovo paletto: l'obbligo dei Registri Storici Ufficiali
Attenzione, però: non basta che un’auto o una moto abbia spento trenta candeline per ottenere questi sconti e accedere alle nuove formule. Per contrastare l'uso quotidiano di vecchi veicoli semplicemente "anziani" e non storici, la normativa 2026 ha inserito un paletto insormontabile.
Per accedere alle agevolazioni sulle polizze è diventata obbligatoria l'iscrizione ai registri storici ufficiali. Il tuo mezzo deve quindi essere certificato da enti riconosciuti come:
ASI (Automotoclub Storico Italiano)
FMI (Federazione Motociclistica Italiana, per le due ruote)
Registri Storici di Marca (Fiat, Lancia, Alfa Romeo)
Questo significa che il veicolo deve possedere il Certificato di Rilevanza Storica (CRS) in corso di validità. Senza questo documento, le compagnie applicheranno le normali (e costose) tariffe delle auto tradizionali.
I vantaggi per i collezionisti
Questa riforma rappresenta un'ottima notizia per i veri appassionati. Ecco i benefici principali:
Risparmio economico netto: Chi possiede collezioni di più pezzi o mezzi che usa solo due volte l'anno vedrà crollare la spesa assicurativa complessiva.
Polizze cumulative più chiare: Diventa molto più semplice ed economico gestire le formule "garage", ovvero un'unica polizza che copre più veicoli storici dello stesso proprietario.
Tutela del valore: La certificazione ufficiale richiesta dalle assicurazioni protegge il valore reale del mezzo anche in caso di sinistro non colpevole.
Cosa devi fare adesso?
Se vuoi sfruttare le novità del 2026 e tagliare i costi di gestione del tuo gioiello su due o quattro ruote, muoviti seguendo questi tre passi:
Controlla i documenti: Verifica se il tuo mezzo ha già il CRS (Certificato di Rilevanza Storica) o se devi avviare le pratiche di iscrizione all'ASI o alla FMI.
Contatta la tua compagnia: Chiedi esplicitamente l'adeguamento della polizza alle nuove linee guida sul rischio statico e collezionistico per il 2026.
Attenzione all'uso: Ricorda che queste polizze nascono per preservare il patrimonio storico. Usare un mezzo storico certificato per il tragitto casa-lavoro quotidiano espone al rischio di rivalsa da parte dell'assicurazione in caso di incidente.
La burocrazia a volte spaventa, ma questa volta il cambiamento premia la passione e la conservazione della storia motoristica.





Commenti